Sono passati sette anni da quella triste mattina che ti vidi per l’ultima volta. Era il 13 febbraio del 2013 quando fui avvisato telefonicamente che avevi avuto un malore improvviso. Mi precipitai a casa tua e sotto il portone vidi l’auto medica con accanto alcuni militi che mi sembrarono rassegnati al peggio, Feci le scale di corsa ed entrai nella tua camera. Eri lì, sdraiato nel letto, messo su un fianco, con i tuoi capelli bianchi poggiati sul cuscino. Mi avvicinai al tuo viso e, ancora una volta, vidi il tuo sorriso. Il tuo cuore non batteva più e la tua anima era volata chissà dove, ma sicuramente in un posto bellissimo. Un posto che solo gli uomini come te possono meritare.
Sono passati sette anni, ma sei rimasto nei miei pensieri, come un padre, come un fratello, come il mio più grande amico. Così sarà anche per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerti, come medico, come grande storico di San Pier d’Arena o, semplicemente, come amico.
Noi del Gazzettino Sampierdarenese ti ricordiamo tutti e rimpiangiamo gli anni che hai passato con noi. Ricordiamo le tue parole, i tuoi sorrisi e il sostegno che mai ci hai fatto mancare.
Forse, se ci fossi ancora tu, tante cose non sarebbero cambiate o, forse, sarebbero cambiate in meglio.
Io ti ringrazio Ezio per tutto quello che mi hai insegnato.
Ciao Ezio. Mi manchi amico mio.

Stefano D’Oria
13 febbraio 2020

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