Via Garibaldi e la Maddalena

All'inizio della sua storia fu chiamata Strada Nuova perchè faceva da contrasto alle piccole viuzze che caratterizzavano il centro genovese. Ora a guardarla, seppure magnifica, non ci dà quel senso di grandezza che molto probabilmente appariva ai cittadini di quell'epoca, anche se la sua bellezza nell'arco dei secoli è rimasta inalterata.

Quella che è l'attuale Via Garibaldi, che fu chiamata anche Via Aurea, nacque nella seconda metà del cinquecento e qui si possono vedere alcuni palazzi fra i più belli d'Italia costruiti in quel periodo: Palazzo Lercari, Palazzo Spinola, Palazzo Bianco, Palazzo Tursi-Doria, Palazzo Rosso.

Attualmente all'interno di queste nobili dimore (inoltre Palazzo Tursi è sede del Municipio) ci sono gallerie di cui è difficile raccontare i tesori che contengono. Forse solo le immagini fotografiche possono dare l'esempio di quello che si può scoprire in questo scrigno che Genova ci offre.

Una curiosità su Via Garibaldi è quella che riguarda ciò che era prima di divenire la strada che conosciamo. Infatti prima della metà del secolo XVI questa zona era una città a sé stante, circondata da mura e governata da un Podestà. Fin qui non ci sarebbe niente di strano, se non che queste casupole, che formavano un paese vero e proprio, erano le case di tolleranza pubbliche della città. Cioè una "città dell'amore", antesignana di quei luoghi che molti amministratori italiani di oggi cercano di realizzare per combattere la prostituzione in strada.

Le leggi di allora in questa materia erano rigidissime. Al di fuori di questo "recinto" la prostituzione era proibita e le donne che erano sorprese in questa attività oltre quelle mura venivano fustigate e ricondotte "con la forza entro detti confini". Queste allegre donnine (sigh!) potevano lasciare le loro dimore solo il sabato, astenendosi logicamente dal lavoro, e dovevano versare una tassa sulle prestazioni effettuate, che serviva al Governo per finanziare l'attività portuale e costruire nuovi moli.

Dopo queste divagazioni, torniamo alla nostra passeggiata consigliando chi volesse vedere altre immagini riguardanti Via Garibaldi di cliccare qui 

La visita di questa parte della città porta via un po' di tempo, ma ne vale la pena. Torniamo indietro verso Piazza Fontane Marose e incontriamo sulla destra un vicolo che si chiama Vico dietro il Coro della Maddalena. Lo discendiamo fino in fondo e troviamo Piazza della Maddalena dove si trova l'antica chiesa datata XI secolo, quando il culto di Maria Maddalena era forte a Genova sotto l'influenza dei commercianti provenzali.

Svoltando a destra imbocchiamo Via della Maddalena (nella foto della fine degli anni '60 un giardinetto prensile con una griglia per proteggerlo dai piccioni e il tetto fatto di lastre di ardesia), una strada che è praticamente rimasta immutata nei secoli. Un tempo si chiamava Contrada Sartoria, perchè lì lavoravano ed abitavano i sarti. La particolarità della via sta nel fatto che fu sempre la strada del popolo, come lo è tuttora con le multietnie che la abitano. Da qui partirono le ambizioni della famiglia Boccanegra capitanate da Simone, che eletto Doge nel 1356 si prese la responsabilità di reggere la Repubblica proibendo ai nobili incarichi pubblici. Ora, una lapide, più o meno all'altezza di Vico Lavagna, ricorda che in quello stabile vi abitò il mitico Simon Boccanegra.

Naturalmente altre notizie sul doge del popolo si possono trovare in Genova nei Secoli d'Oro.

Proseguendo lungo la Maddalena, arriviamo nella zona di Pellicceria e di Fossatello (le vedremo più avanti). Nel nostro itinerario, invece, torniamo indietro imboccando una delle svariate viuzze che scendono verso il mare. Senza troppa fatica ci addentriamo nelle Vigne.