Piazza San Matteo: cittadella dei D'Oria

Sulla sinistra di Palazzo Ducale scende la strada dell'Arcivescovato, sede del clero cittadino. Percorrendo in discesa tale via, si raggiunge Piazza San Matteo, la "cittadella" dei D'Oria, una delle famiglie che hanno fatto la storia di Genova.

Giunti sulla piazza si può scorgere, con la tipica facciata in bianco e nero, l'Abbazia di San Matteo, fondata da Martino D'Oria nel 1125. In essa è custodita la spada del Principe Andrea D'Oria (un po' di storia dell'ammiraglio si trova in Genova nei Secoli d'Oro) che è rimasta abbandonata per molti anni in un magazzino della Sovrintendenza alle Belle Arti. Ora, grazie all'interessamento dell'abate Don Rapallo e di alcuni componenti della famiglia, il cimelio è tornato al proprio posto, incastonata in una splendida nicchia marmorea, inondata di luce, posta a fianco della porta che conduce alla cripta dove è situato il sepolcro del Principe.

Sul lato sinistro dell'altare maggiore si trova una porticina di legno massiccio che conduce in una cripta marmorea, semplice ma di alto valore artistico, che contiene il sarcofago dove riposa Andrea D'Oria.

Appena usciti dalla chiesa, a sinistra, si trova il "chiostro", con un pozzo marmoreo nel centro, circondato da colonne binate sormontate da archetti di mattoni. Questo è, forse, uno degli angoli più suggestivi del centro storico genovese.

Di fronte alla facciata dell'abazia si vede il palazzo di Lamba D'Oria, vincitore dei veneziani a Curzola nel 1298, costruito alla fine del '200, poi sapientemente ristrutturato nel corso dei secoli. Subito a destra dell'uscita del chiostro ed inglobato in esso, si trova il palazzo di Domenicaccio D'Oria e, di seguito, quello di Branca D'Oria.

Il palazzo di Andrea D'Oria, donatogli dal Senato genovese nel 1528, ma in cui non volle mai abitare preferendo la residenza di Fassolo (che vedremo più avanti), si trova all'angolo sinistro della piazza scendendo verso il mare.

Dopo avere ammirato questa magnifica piazza imboccando Vico San Matteo ci troviamo in un altro angolo storico della città: Campetto.

 

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