Ritorniamo
in San Lorenzo e percorriamo la via in salita. In cima
ad essa troviamo sulla sinistra una larga piazza, con un grande
palazzo rinascimentale. Siamo in Piazza Matteotti e
ledificio che vediamo di fronte a noi è Palazzo
Ducale.
Lintero complesso è stato completamente ristrutturato e riportato agli antichi splendori nel 1992, in occasione delle "Colombiadi" per il cinquecentenario della scoperta dellAmerica.
Il Palazzo è aperto al pubblico, che può ammirare i suoi spazi storico artistici, con visite guidate, quando questi ambienti non sono occupati da manifestazioni culturali o espositive. Attraverso itinerari differenziati, i visitatori possono ripercorrere la storia del palazzo, antica residenza dei Dogi e sede per molti secoli del Governo della Repubblica di Genova. Le visite guidate seguono un percorso cronologico, partendo dalla Loggia degli Abati, cioè dal nucleo primitivo delledificio risalente al XII secolo, passando per il "Munizioniere", un grandioso deposito di armi e vettovaglie con volte del 500 che poggiano su capitelli medievali recuperati da costruzioni preesistenti, per salire fino al piano nobile dove si può ammirare la Cappella Dogale, affrescata nel 1650 da Giovanni Battista Carlone.
La
visita prosegue negli appartamenti del Doge (nella
foto), otto grandi stanze ricche di stucchi settecenteschi, in parte
precedenti e in parte successivi al terribile incendio del 1777, e
nelle due sale di maggior interesse artistico e storico del palazzo,
i luoghi dove per secoli furono prese le principali decisioni
politiche per la Repubblica di Genova, le Sale del Maggiore e
del Minore Consiglio.
Palazzo Ducale vide la sua nascita nel 1500 ad opera di Andrea Ceresola, che lo progettò per il Governo della Repubblica di Genova. Ledificio venne edificato inglobando al suo interno i palazzi medievali dei Fieschi, del Comune e degli Abati, oltre alla Torre del Popolo. Altri interventi furono eseguiti sia nel XVIII che nel XIX secolo, mentre unopera di recupero parziale fu eseguita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Sulla torre di Palazzo svetta ancora oggi il pennone con la bandiera di Genova. Questa asta fu per molti secoli temutissima dai genovesi, perché su di essa venivano messe in bella mostra le teste decapitate dei nemici della Repubblica. Questi non erano obbligatoriamente stranieri o malfattori in genere, ma spesso si trattava di notabili o ex Dogi spodestati dai nuovi governanti. Una delle teste più celebri issate su quel pennone, come macabro monito alla popolazione, fu quella del "doge popolano": Paolo da Novi.