Prima
dell'apertura, Via Balbi non era che un gruppo di
sentieri e irte salite che conducevano in collina, dove si trovavano
casupole poverissime, che poi discendevano direttamente in Via
Prè. Nel 1602 la famiglia, che dà il nome alla
strada, decise di costruire questa arteria che doveva essere una
delle più grandi di Genova. I lavori cominciarono nel 1606 e
terminarono solo nel 1619 e il primo nome di questa via fu:
Strada Grande del Guastato.
Nell'intera zona furono innalzati palazzi maestosi, quasi tutti su disegni di Bartolomeo Bianco. Proviamo ad elencarli: Palazzo Durazzo Pallavicini, Palazzo Raggio Gropallo, Palazzo Balbi Senarega, Palazzo dell'Università e Palazzo Reale (questo è il cortile in una foto dei primi del '900).
In alcuni di questi palazzi si possono ammirare opere di maestri di grande levatura. Anche in questo caso è necessario fare un breve elenco: Ribera, Caravaggio, Van Dick, Rubens, Tiziano, Tintoretto e moltissimi altri.
Il Palazzo dell'Università fu uno dei pochi edifici privati ad essere occupato nel 1746 durante la rivoluzione anti austriaca, quando un gruppo d'insorti s'impadronì del palazzo insediandovi il quartiere generale, chiamato: Governo degli otto difensori della libertà. Una lapide posta sulla destra del portone ricorda ancora quei fatti.
Percorsa per intero Via Balbi, arriviamo in Piazza della Nunziata.
Questa
piazza (nella foto dell'ottocento quando si svolgeva il mercato delle
erbe), prende il nome dalla chiesa che s'incontra sulla sinistra: la
S.S. Annunziata del Vastato. L'edificio, sorto sul
primitivo convento dei frati Umiliati di San Michele della
Misericordia di Alessandria, vede la sua attuale configurazione, su
disegni di Carlo Barabino, nel 1841. Anche in questa
chiesa sono conservate opere d'arte d'estremo valore storico.
Percorsa, verso levante, l'intera piazza ci troviamo nelle vicinanze di Largo Zecca. Sulla nostra destra, troviamo una strada che discende verso il mare. La strada in questione è Via Lomellini.
Come spesso accade per le strade genovesi, anche questa prende il nome dalla famiglia che lì possedeva edifici superbi. Il casato, originario della Lombardia, ebbe il suo capostipite in un personaggio di nome Lumello che fu Console del Comune Genovese.
In seguito, grazie ai commerci, la famiglia divenne ricchissima, fino ad essere nel 1543 proprietaria dell'isola di Tabarca, dalla quale cominciò l'esportazione del corallo.
Moltissimi Lomellini furono celebri; alcuni divennero Dogi, uno tra questi, Battista, nel 1533 sotto l'ala di Andrea D'Oria, in opposizione ai Fregoso e agli Adorno, mentre un altro, Giacomo, nel 1747, durante la rivoluzione contro gli austriaci, si rese celebre per aver fermato il popolo insorto che voleva entrare a Palazzo Ducale per distruggere tutto, con la frase: "Non rovinerete tutto questo senza prima avermi mandato in aria a pezzi".
In questa via si trova anche la casa dove nacque un altro celebre personaggio genovese: Giuseppe Mazzini. Lo stabile (a fondo pagina, nella foto del primo '900, si vede una delle stanze), acquistato dalla Stato nel 1927 e rivenduto al Comune nel 1930 è sede dell'Istituto Mazziniano e del Museo del Risorgimento, dove sono conservati documenti, cimeli, armi, quadri e stampe che riguardano il periodo compreso tra il 1746 e il 1870.
Percorsa l'intera Via Lomellini ci ritroviamo in Fossatello, che abbiamo incontrato in precedenza. Scendiamo ancora per Via Ponte Calvi, per ritrovarci in una delle zone più antiche e caratteristiche di Genova: Sottoripa.