Appena
si sbuca in Via Gramsci, da Via Ponte
Calvi, girando a sinistra, ci si trova sotto un alto
porticato, in questa zona rifatto nel XIX secolo. Siamo in
Sottoripa (nella foto la zona a levante).
Il nome è antichissimo e deriva dal fatto che era la strada che passava sotto la ripa, costituita dall'attuale Via San Luca. Esisteva già nel 1100, infatti nel 1150 fu eletto console Guglielmo della Riva, che era così chiamato perche abitava in quella zona in cui erano già stati costruiti i portici, che possono essere datati 1135. Nel 1400 sopra il porticato c'erano grandi appartamenti, mentre al piano terreno moltissimi negozi.
Sottoripa ha una lunghezza di circa 900 metri, ma solo la parte che va dalla metà di Piazza Caricamento a Piazza Raibetta è rimasta pressochè intatta. Le altre parti sono state ristrutturate nel corso dei secoli o distrutte a causa dei bombardamenti della II guerra mondiale e, di conseguenza, rifatte ex novo.
Uscendo dal porticato ci troviamo in una grande piazza. Questa è Caricamento e verso il mare si vede l'area del Porto Antico, che scopriremo nel prossimo capitolo.
Un tempo questa era una lunga spiaggia arenosa che terminava a levante con una lunga striscia di terra, sulla quale venne costruito il primo molo di Genova.
I
primi edifici furono realizzati nel XIII secolo. Fra questi il
più importante era quello voluto da Guglielmo
Boccanegra intorno al 1260. Il Boccanegra, Doge dispotico ed
arrogante, nemico dell'aristocrazia e temuto dal popolo, fece
costruire questo edificio perchè "mal sicuro teneasi nel
proprio palazzo, e ordinò che un altro più munifico e
robusto gli fosse quivi innalzato sulla spiaggia a mare". Alla
caduta di Guglielmo dalla carica di Doge il palazzo (nella foto un
cortile interno) divenne la sede del Capitano del Popolo e in seguito
adibito ad uso pubblico vide ospiti di prima grandezza nelle sue
stanze e molti prigionieri nei suoi sotterranei. Uno di questi fu
Marco Polo, che in una cella dell'edificio dettò
a Rustichello da Pisa le sue avventure di viaggio in
Oriente, per quello che divenne uno dei più importanti libri
storico-geografici di sempre: "Il Milione".
Ma il fatto più importante per questo palazzo avvenne nel 1408, quando diventò sede del Banco di San Giorgio.
Nel corso dei secoli il palazzo (nella foto a fondo pagina) ebbe notevoli modifiche fino a divenire quello che si può attualmente ammirare. Infatti a partire dal 1428 fino ad arrivare al 1608, quando Lazzaro Tavarone affrescò la facciata prospiciente il mare e di recente restaurata, subì ampliamenti notevoli inglobando in un solo edificio stili completamente diversi.
La decorazione del Tavarone più significativa è quella posta nella parte centrale della facciata che raffigura San Giorgio a cavallo pronto a trafiggere il drago.
Quando il Banco di San Giorgio fu messo in liquidazione da Napoleone nel 1797 vi si insediò il Consorzio Autonomo del Porto.
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Facendo pochi metri verso il mare, s'incontra una lunga cancellata. Entrando dal varco centrale ci si trova nell'area del Porto Antico.