Pellicceria e Fossatello

Quasi arrivati in fondo a Via San Luca, prima di entrare in Fossatello, troviamo sulla nostra destra una stradina che ci porta nella zona di Pellicceria. Quest'area è importante per due motivi: il primo per la sua storia e il secondo perchè qui troviamo Palazzo Spinola di Pellicceria (nella foto prima della ristrutturazione), sede della Galleria Nazionale.

Cominciamo dalla storia e dall'origine del nome di questo rione. La Piazza, come gli analoghi toponimi, deve il nome alle numerose botteghe di pellicce che esistevano in quel luogo fin dal XIII secolo. L'uso di questo indumento sembra sia stato portato dai Goti nel X secolo, che insegnarono ai genovesi anche l'arte della concia e della confezione di capi in pelliccia. Questo tipo di abbigliamento ebbe una diffusione straordinaria in tutti i ceti sociali, più negli uomini che nelle donne, e non soltanto d'inverno, ma anche d'estate. Infatti il popolo si adattava ad indossare volpi, faine, conigli e gatti, tutti provenienti dalle campagne limitrofe, mentre i più abbienti sfoggiavano capi in zibellino ed ermellino.

Nel XIV secolo i pellicciai genovesi si organizzarono in una corporazione che imponeva che la fabbricazione e la vendita di quel tipo di abbigliamento avvenisse soltanto in quel luogo. Ogni anno nel giorno di San Luca, venivano eletti consoli che dovevano stabilire i prezzi della merce, vegliare sull'osservanza dello statuto, fissare le quote destinate agli associati infermi e provvedere, in caso di morte di un pellicciaio, alla cifra di sostentamento della vedova e degli orfani.

Dopo queste notizie che riguardano la denominazione del luogo, tipica delle antiche strade genovesi, vediamo l'edificio più importante di Piazza di Pellicceria: Palazzo Spinola.

Questo fu edificato nel XVI secolo per ordine della famiglia Grimaldi, che poi lo cedette agli Spinola, su un progetto, sembra, di Galeazzo Alessi. Il palazzo, completamente restaurato nel 1992 in occasione delle Colombiadi, è, come già detto, sede della Galleria Nazionale ed al suo interno, in magnifiche sale rinascimentali, si possono ammirare opere di grande valore.

Citare tutti i grandi maestri che adornano con le loro opere le pareti del palazzo è un'impresa ardua, visto il grande numero di capolavori contenuti in questa galleria. Elenchiamo solo alcuni nomi: Antonello da Messina, Rubens, Van Dick, Bernardo Strozzi, G.B. Carlone e tanti altri.

Dopo aver visitato (obbligatoriamente!) la galleria di Palazzo Spinola di Pellicceria (nella foto un interno della galleria) torniamo di nuovo in Via San Luca, per girare a destra ed incontrare Fossatello.

Prima del 1155, questa zona si trovava fuori dalle mura ed era, come dice lo stesso nome, un semplice fossato. Da lì scendeva un piccolo rio che dal monte Peralto sfociava dove si trova l'attuale Via Ponte Calvi, nel mare al di là della Ripa. Sembra, da atti notarili di quell'epoca, che le prime case, naturalmente in legno, sorsero nel 1158.

Questa piazza fu testimone d'importanti fatti storici, uno dei quali è quello avvenuto il 6 Dicembre 1746, quando una compagnia di soldati austriaci, che trasportavano un cannone, fu bloccata dal popolo in rivolta che li ricacciò oltre le mura della città.

Fossatello (nella foto in basso com'era negli anni '70) si congiunge verso ovest con Via del Campo che incontreremo nel prossimo capitolo.