Siamo
quasi giunti al termine del nostro viaggio alla scoperta dei
"Tesori di Genova" e salendo da San
Donato per la via omonima s'incrocia Salita del
Prione. Imboccando questa strada, a destra, si arriva al
Piano di Sant'Andrea, che prese il nome dal Chiostro e
il Convento ora distrutti. Anche questa zona fa parte del primo
nucleo storico di Genova del V secolo A.C. intorno alla quale
sorgevano le mura distrutte da Magone (da qui il termine
genovese "magun" che sta a significare "grossi
dispiaceri"), fratello di Annibale, durante l'invasione
cartaginese.
Il luogo, in quell'epoca solo un bosco, era chiamato lucus e in esso venivano tumulate le salme dei defunti. Alcuni sepolcretti vennero alla luce durante gli scavi per l'ampliamento di Piazza De Ferrari e la sistemazione della Via Giulia, l'attuale Via XX Settembre.
Le antiche mura ricostruite dai Romani furono nuovamente distrutte nel 641 dall'esercito di Rotari, lasciando così la città alla mercè delle incursioni saracene nei successivi secoli X e XI.
Intorno all'anno mille venne costruito un convento dedicato al martire Andrea con annesso un chiostro. L'istituto religioso venne soppresso nel 1794 ed adibito a carcere, finchè non venne completamente demolito nel 1904. Il vicino chiostro (nella foto in alto) fu rimosso e successivamente ricostruito dove attualmente si trova, accanto alla casa di Cristoforo Colombo.
Nel 1155, in seguito alle minacce aggressive del Barbarossa (vedi Genova nei Secoli d'Oro) venne deciso un rafforzamento delle mura e delle relative porte. Venne così costruita Porta Soprana, con le stesse caratteristiche della coetanea Porta di Vacca (che abbiamo visto precedentemente).
Al
culmine dell'arco della porta erano stati infissi gli anelli della
catena di Porto Pisano che i genovesi presero alla
città di Pisa nel periodo delle lotte tra le due repubbliche.
Nel 1862, con il raggiungimento dell'unità d'Italia, la grossa
catena fu restituita ed ora è conservata nel cimitero
monumentale della città toscana.
Fino al XIX secolo, era custodita in una delle torri la ghigliottina, con la quale eseguì decapitazioni anche Samson, il più noto "boia" della Rivoluzione Francese.
Superata la Porta Soprana, prima di raggiungere la parte nuova della città si oltrepassa Vico dritto di Ponticello dove si trova la presunta casa di Colombo e, poco sotto, il chiostro di Sant'Andrea.
Questa abitazione fu individuata mediante ricerche d'archivio condotte da Marcello Staglieno, il quale accertò che la casa era stata acquistata da Domenico Colombo, padre dello scopritore dell'America. In questo edificio Cristoforo (nella foto a fondo pagina) vi abitò dal 1455 al 1470, quando con la famiglia si trasferì a Savona.
A questo punto, i nostri itinerari alla scoperta dei "Tesori di Genova" sono davvero terminati. Ritornando a varcare la Porta Soprana, si scende nell'omonima via e ci si ritrova in Piazza Matteotti e poi in San Lorenzo dove era cominciato il viaggio.