Santa Maria di Castello e la Torre degli Embriaci

Appena usciamo dal varco più a levante del Porto Antico sbuchiamo in Piazza Cavour e dall’altra parte scorgiamo un antico edificio in pietra viva. Questa costruzione è chiamata la Casa del Boia (nella foto), ma l’attuale collocazione non è quella primitiva. Infatti questa bassa palazzina si trovava poco lontano da Palazzo San Giorgio e alcuni decenni fa venne smontata pietra per pietra per consentire la costruzione della rampa ascendente alla sopraelevata, ora definitivamente abbattuta, per poi essere ricostruita dove ora è situata. Questa casa, sede dei Balestrieri de Mandraccio, non era, come direbbe il nome, un luogo di tortura e di esecuzioni capitali, ma bensì più semplicemente un ufficio della dogana, come dimostrato dalle basse finestrelle accanto alla porta che sembrano proprio sportelli dove richiedere informazioni e pagare eventuali tasse.

Salendo per i vicoli alle spalle della Casa del Boia, ci addentriamo nella zona più antica di Genova, il "Castrum".

La prima visita è a Santa Maria di Castello, uno dei più antichi tempi cristiani costruiti a Genova. La fondazione originale è del 658, col nome Sancta Maria de Castro. Uno delle particolarità storiche di questa chiesa è quella di essere stata concattedrale o meglio cattedrale estiva, un'usanza anche di altre città del nord Italia, con quella che all'epoca era la cattedrale principale cioè San Siro (distrutta nel XV secolo e poi ricostruita), nella zona della Maddalena, fino alla costruzione di San Lorenzo.

Santa Maria di Castello (nella foto la Loggia dell'Annunciazione) ha avuto nel corso dei secoli numerosi restauri, più o meno validi. Al suo interno si possono vedere opere architettoniche di varie epoche, come le colonne di granito rosso provenienti, si pensa, dalle cave della Sardegna, già conosciute dagli antichi Romani. Queste colonne sembra che provengano dalle rovine di edifici romani, presumibilmente della città di Luni.

Di grande interesse artistico è anche il chiostro, riportato da una buona ristrutturazione a quello che era il suo originale splendore.

Questa chiesa è una delle più ricche d'opere d'arte della nostra città. L'epoca di maggior splendore iniziò alla metà del quattrocento, quando essa fu affidata ai Padri Domenicani, e durò fino al '600. Le grandi famiglie genovesi l'arricchirono di cappelle, pitture e sculture. Ancora oggi non esiste a Genova chiesa o museo che possa vantare un patrimonio artistico così cospicuo per importanza, varietà e rarità per quanto riguarda l'arte del '400 e degli inizi del secolo successivo.

Dopo avere ammirato questi secolari capolavori si ridiscende Via di Santa Maria di Castello per arrivare in un altro dei luoghi storicamente più antichi di Genova: Piazza degli Embriaci.

In questa piazza contornata da numerosi vicoli grandeggia il Palazzo degli Embriaci, antica famiglia genovese di cui si hanno notizie a partire dal 990 e della quale la figura più importante fu di sicuro Guglielmo Embriaco "testa di maglio" il conquistatore di Gerusalemme (vedi Genova nei Secoli d'Oro). Dal palazzo si eleva l'alta Torre degli Embriaci (nella foto a fondo pagina), fatta edificare per far intendere al popolo la grandezza della famiglia, che agli inizi del secondo millennio dominava su quelle povere casupole costruite interamente in legno.

Il Palazzo degli Embriaci fu costruito interamente dalla famiglia, anche se molti ravvisano, soprattutto nella torre, un elemento residuo dell'antichissimo castello, che prima dell'anno mille era il maggior baluardo della città e che diede appunto il nome di Castello alla zona e ai suoi possessori quello degli Embriaci de Castro.

L'edificio ed altre case nelle adiacenze rimasero di proprietà degli Embriaci fino al 1500, quando tutto passò nelle mani di Pagano Giustiniani, poichè nel 1362 gli Embriaci, insieme ad altre diciotto famiglie, formarono un unico Albergo detto dei Giustiniani.

Da Piazza Embriaci s'imbocca Via Mascherona e appena incrociato lo Stradone di Sant'Agostino ci si ritrova nella zona di Sarzano, che vedremo nel prossimo capitolo.