Felice Serino
L’ombra
Negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?
pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà
che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra
Sulle rive del mistero
Ciò che non appare mistero
neppure è bello *
fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare
tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero
* frase presa in prestito dal mio amico pittore-poeta-critico Andrea Crostelli
Maya
Il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno
sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito
non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra
si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?
- certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile -
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