Antonio Sangervasio

Pace raggiunta
schiudenti usci passeggiano
al mio camminare
e una neve
tiepida
che trabocca dal sole.
Dal mare rapito
un istante soltanto,
quel po che mi basta 
per sentirmi contento.
Nel rapido volgere
in cui miro la vita
respiro soave d'una pace infinita
e nei meriggi
gaudenti
di sinfonia solitaria
riecheggiano i fasti
di questa mia epopea
srtaordinaria.


Madonna nel santuario
Nei docili mattini
e pur mansueti,
ha inizio il mio respiro.
Insorgono le immagini,
tu vera apparizione,
dai già fiducia al cuore.
Quel lume che ti illumina
ti rende ancor piu' mistica
e al dialogo,
non certo ti sottrai.
Tu,
bella in mille secoli,
sei nicchia dentro agli animi.
Io,
deciso, non posso non fermarmi
ai tuoi colori.
Ti affido ancora i brividi,
i segreti miei piu' intimi,
la voglia assai recondita,
di dare insieme a te,
solar parvenza al mondo.


Mille figure

Plasmo il tuo viso
intriso di pioggia,
vaneggia la vita
che gioca alla morte.
La sorte è destino
perfino di notte.
Condotte alla guerra
le false promesse,
dismesse da anni
nei luoghi comuni.
Barlumi di lumi
di vana parvenza,
essenza è la calma
di questa esistenza.
Sbiadita la mente
ai buoni consigli,
giacigli solcati
da rughe del tempo.
Compianto è il mio amore
che appare svanire,
lenire il dolore
al ricordo fa male.


Pensieri in prima linea

È nel mio silenzio
che ritrovo un senso
dove parlo al mondo
da un cuscino di un letto.
È nell'essere nudo nell'anima avversa,
nella lavagna di una vita
che tutto mi ha dato,
nello sfumare di un creato che mi ha assistito,
che rivedo le immagini.
Scenografie son stati la pioggia ed il sole,
la nebbia ed il mare e la luna.

La luna,
che mi ha consigliato,che mi ha perdonato,
ha visto che il tempo non concede spiraglio,
nemmeno l'abbaglio di chiare risposte.

Il mare,
che mi ha cullato,coccolato e viziato,
mi ha sciolto il bianco
della pace di neve.

La nebbia,
che mi ha confuso,
che mi ha fatto gioire e che poi mi ha deluso,
ha ascoltato il richiamo dei vapori,
ha svanito per sempre i colori.

Il sole,
che mi ha abbagliato,
che mi ha scaldato nei freddi rimorsi,
ha bruciato un istante il filo che unisce speranze.

La pioggia,
che ha lavato tutto,
che a volte ha creato e a volte ha distrutto,
stavolta ha diluito i sensi e prepara 
la terra ad un nuovo inizio fertile.


Le vostre poesie

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