Carmelo Parrinelli

A Roberta

Ricordo dei nostri passi
mentre il sole spariva dietro alle nuvole
e la pioggia bagnava i nostri corpi 
e s’asciugava colpita da caldi abbracci.

Ricordo la fuga di noi bambini
presi dallo stupore e dal pianto celeste
quando ritorno fu per me ricompensa
e m’allietasti di giorni e di caparbie strette.

Ricordo le note di una canzone triste
e di quel ultimo addio tanto umiliato
mentre danzando bagnavi le mie membra
versando lacrime d’amaro sospiro.

Ricordo mia cara Roberta…
…e mai scorderò.


Pioggia sul finir di luglio

Pioggia;
sei tu che gridi sul finir di luglio 
presa da spasimo e così piena d’orgoglio
fai breccia per le strade a digiuno
e bagni campi, prati e boccioli di giglio.

…Adesso vedo chiaro e scuro 

dentro ai tuoi versi 
da queste tenebre assolto e libero
da queste ronde notturne e odori di gelsi
e tortuoso sentiero, illustro effimero.

Incendio dell’anima e nei campi assolati
ecco l’ olezzo di sabbia e pioggia
l’unione di due innamorati 
che in questo finir di luglio è parola saggia.

Intenerisci di sorrisi e agguati
con rumori di tuoni e scrosci improvvisi;
tu pioggia in estate, di monti affamati
e tutto rinfresca il senso, l’aria 
per noi indecisi.


Telemaco chiuse la porta

Telemaco alla porta aspetti il padre
colui che mancò da remoti anni,
le sue braccia son ricordo di piccoli vagiti
e la madre racconta di tanti inganni
ch’ebbero i Proci d’ambiziosi sogni, armi.

Tu principe sei di Itaca immensa
mancando il verso della corona innata
Argo ti guarda, indiscreto pensa
a quant’è dolce la mente assonnata.

Troia non è la tomba del caro tuo maestro
colui che finge la pazzia improvvisa
e aduna le frecce e il dardo col destro
vecchiaia divenuta forza che avvisa.

Telemaco tu, che alla vita tieni
chiudi le porte ai malefici inganni
così che ai Proci, il capriccio toglievi
con il pensiero dolce di quei vetusti panni.


Le vostre poesie

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