Paolo Padovan
Sono Paolo Padovan... essendo ke nn sò ke fare vi mando dei miei lavori
compresa una foto

LUCE PARADISIACA
ancor rimembro il tuo viso
dal candor invaso di luce fiocca
come neve tu ti sciogli
al mio sguardo apparente di felicità falsa
non ti scorderò mai tra il tempo
e nel mio cuore vivrai
il giorno di allora si ripete
tu sei l'unica luce ke mi fa stare... così bene
L'ODIO DELLA CONDANNA
Delirio di me, mente malata
Di me solo l'odio ricorderai
Scappa da l'ira insanguinata
Nel vuoto dei giorni cadrai
Finto candore ora strappato
Il cuor oramai si è fermato
DIREZIONI DIVERSE MA VICINE
Mentre fuggi lontano
dammi la calda mano
Addio fredda terra
Ritorno a sognare
Crescere e volare
Fuori da questa serra
IL PIANTO DELLA MUTA
Respiri singhiozzanti
Nell'angolo spento
Ombre di passanti
Su di te solo vento
Così bella, cantasti
E felice ti regalasti
Scorazzavi trai prati
con numerosi amati
Ma qualcosa ti manca
Sapevi che eri sola
Giacendo ora stanca
Lui non ti consola
SPINE IN UN CUORE DIVERSO
Anche se un cuore è diverso
ricercherà sempre il vostro amore
se gli mancherà allora sarà perso
perché non riuscirà a cancellar il dolore
e pian piano il suo animo muore
Si perde nelle vie della gente
in cerca di aiuto si aprirà
e in un attimo si richiuderà
perché delle ferite inflitte ora è morente
Addio hai sogni, da solo giacerà
Tra le risate della gente perdente
che non conosce manco il calore
e come un robot vivono indolore
con gli occhi chiusi e parole non loro
regalano la vita in cambio dell'oro
LEGGERO AMORE
Sei il mio raro e così triste privilegio
l'amar cadere di codesti petali di ciliegio
Infrangi con forza i miei sogni finiti
oramai resi da te malinconici e incattiviti
SOFFIO DI PRIMAVERA
Un soffio di vento primaverile
tocco gentile dell'erba nel cortile
il confortante profumo di fiori
gioite, è la rinascita degli amori
VOGLIO VOLARE
Librar nel cielo dall'estate autunnale
incatenato tra le mura della cattedrale
vidi cader foglie secche di te germogli
disperdendo frammenti della vita spogli
Il rintocco del tempo ormai vaga lontano
per non ricordar i tagli di oggi invano
SCALDAMI IL CUORE
Il mio cuore hai preso
lo avevo lasciato steso
era il mio cuscino
che usavo da bambino
se lo hai preso tu
scaldalo un po' di più
perché ora è gelato
tanta da sembrare malato
LEGAMI VITREI
Così fragile, tagliente al mio tocco
ti ammiro nel distante rintocco
dei ricordi da me rubati
tagli, legger sfiorarti
nel desiderio di toccarti
nei miei pensieri malati
TESTI
Ti telefono e il suo solito rumore di attesa
quel "tuuuu tuuuu" ke mi opprime
sento il mio cuore battere ma...
Nell'aspettarti mi fa sempre più male...
Non so più credere in te
come nn so più credere alla vita
nn so piu credere a noi
come nn so più credere a un futuro
non so più credere di importarti
come nn so più credere di esistere
Non darmi parole insicure
Il castello di carta crolla se le mani tremano
Adesso sto fissando il lampadario
il leggero vento che lo fa oscillare.
Purtroppo, appena il vento se ne và
il lampadario muore...
oramai di te è fatta la mia vita
Quando tu scomparirai forse io sarò già scomparso
Ma se non è così allora sparirò subito dopo
Sai esistono degli uccelli ke vivono in coppia
( mi sembra che si chiamino "inseparabili" )
quando uno muore l'altro si lascia morire...
bhe forse questo potrebbe suonarti strano
perché tu non ti lasceresti morire...
Tu sei tutto per me
Io non sono niente
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