Claudia Iannucci
"A ME"
E nel dolce silenzio del mio sentire,
la profondità della mia anima
mi riempie di me.
Le lacrime continuano a brillare
sul mio viso,
senza controllo.
Quasi per raccontare
lo sgorgare del mio sentire;
e più sento me
e più piango.
In un dolce lasciarsi andare
dentro la luce
della mia anima,
incredula e pura
nell’incontro con me.
(20 luglio 2006)
“LUCE”
Vorrei esplodere in una luce,
immensa,
che illumini i cuori
di tutti gli uomini.
Inconsapevoli,
di vivere
addormentati.
Come morti viventi
corrono,
si affannano,
soffrono.
Non vedono.
Non sentono
la meraviglia
dell’Universo.
Dio è con loro
ma non riescono
a sentirlo.
Ciechi – sordi – muti.
La vita danza
intorno a loro
ma ne sono inconsapevoli.
Impotenti.
Infelici.
Nella continua,
spasmodica ricerca
di una felicità
che non arriva mai.
Perché la felicità
non è all’esterno
dell’essere umano,
ma dentro di lui.
Giace.
Soffocata.
Inesplorata.
Vorrei che un giorno
esplodesse una luce.
La luce di Dio.
In ogni essere umano.
Solo per un attimo.
Basta, per capire
la bellezza e lo splendore
del Tutto.
Il Divino
che ci circonda.
Inesplorato.
Lasciato li.
Incapaci.
Di essere felici.
(3 ottobre 2006)
"IL MIO CUORE"
Sento il mio cuore
battere con un suono
che sembra
un lamento.
Simile al pianto
di un bimbo.
Innocente.
Cerco di consolarlo
di confortarlo.
Ma lui è dolorante.
Sembra non voler
sentire.
Sembra voler essere
lasciato vivere
questo tormento.
Sembra non voler
essere disturbato.
Alloro provo
ad accarezzarlo
e la tenerezza
sembra alleviarlo.
Pian piano
si rianima.
Si riprende.
E i suoi battiti
ora sono musica.
Soave.
Suoni.
Di serenità.
(24 ottobre 2006)
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