Gabriella Garofalo

Semplicemente hai pensato la luce
mio prato lontano da disperdersi,
anima che sola tensione hai la clausura-
di rado per lievi attimi sfiorata
da levarsi di luna
livida ustione imprevedibile
se desiderio blu - cobalto 
di avide comete ti sceglie cibo-
non trova altro e ha fame.

4/8/2004


Sia luce oggi,madre Luna,
splendidamente nera levati 
di blu-cobalto, mentre segue l'anima
insieme a te ustionando -
esigere che l'anima non arda
è chiedere al fuoco stesso
di grembo di esistenza
non più ardere, vivo, soltanto vivo
nel silenzio bianco.

4/9/2004


Perché tu hai vita, ma sepolta giace,
mio amore, distorto ramo disseccato
dove d'incausto verde urlo stride
e vorrebbe gettare, ma non leva
a penetrare sconfiggendo il legno 
e non azzarda si riduce peggio
di frammenti di luce
che bianco di materia discaccia
da ritorno al primo grembo:
coltre di neve se bianco implacato possiede,
madre che inerme ti ha gettato.

5/3/2004


Sfioriti corpi pesanti -
esistenza,sei prato che leva
a ustione di luce graffiante:
infamia il desiderio che ti lorda
e l’ira dentro, blu - cobalto che fende
antracite di tenebre.

09/09/2004


Quel gelo di una madre che respinge
prima ancora di levarti ad esistenza 
non ti possieda, anima, se levi 
decriptare cielo di suoi sensi,
incomprensibili comete che ostinano
a chiamarti:
di sola luce e freddo blu-cobalto
costruirai nel tempo la Parola,
di sola fredda luce rinnegando
madre luna,infertile grembo che t’incalza.


Tabor di luce: gettarsi, compromettersi
levando in luce e luce accanita seminando -
anima, solo questo intendi
se impatto di corpi assedia luna
non leva luce al desiderio che richiama: 
bianco di altro disfreno
non ti muova,anima,rimani 
gelo ad aspra tensione di altro grembo. 

17/09/2004


Di altra luce tu rispondi -
madre Luna non è tuo il sonno che ritempra
dove getti quando esplode vita 
perché sia verde di erba 
prato che vita slenta 
a bruciante dissenno -
e vita calpestano tuoi raggi i corpi
che solo intendono quel bianco quel sonno quel dissenno -
di nuovo, di nuovo si rintana nella notte-
ma in verde prato, Luna, persino in bianco suo dissenno
Padre potrai gettarti di esistenza.

22/08/2004


Le vostre poesie

Home Page