Augusto Cipriano

Gli occhi

Ogni essere animato
dal soffio divino
ha in se quell’essenza,
limpida, semplice e sincera,
ma complessa da capire
per la mente dell’uomo ipocrita
che si lascia ingannare dalle tenebre.
L’essenza squarcia quel tessuto
che con gli anni invecchia,
nascendo in quelle piccole lune
che ben la traducono.
Non esiste travestimento
che nasconda la tua essenza,
dovresti coprire le lune
ma coprendole
non vedrai altro che buio.

Commento

Questa poesia, dal verso libero, vuole essere un ammonimento per l’uomo, affinché possa comprendere che ogni emozione, ogni sentimento, ossia 
l’essenza (che sarebbe il vero essere), per quanto si cerchi di nasconderla non ci si può riuscire.
Ogni essere umano ha inizialmente un anima “limpida, semplice e sincera”, è come le prime luci rossastre del mattino che risvegliano l’ambiente e tutto 
è appena all’inizio di quella frenetica vita che nelle ore seguenti si avrà.
Tutto è più fresco, più limpido, si ascoltano solo gli uccelli cantare, o se non è il loro tempo, il fruscio delle piante, o magari solo un dolce 
silenzio, tutto questo non è nascosto dal rumore e dalla quotidiana vita frenetica. Tutto è più sincero, più dolce.
Così è inizialmente la nostra anima che sboccia come un fiore; i sentimenti e le emozioni che rumoreggiano dentro di noi si leggono facilmente: nei 
gesti, nelle smorfie e anche negli occhi, niente lo nasconde.
Ma passate le prime ore del mattino, che sarebbero i primi anni della nostra vita, quando ci si scontra con la realtà, allora si cambia.
La limpidezza, la semplicità e la sincerità si nascondono dietro il voler apparire, dietro una perenne recitazione (quello che si può definire 
ipocrisia) che è per molti la giusta arma per il raggiungimento di un obiettivo.
L’uomo si incattivisce? Probabilmente, ma si dà il caso che parte di questi non si rendono neanche conto di questa evoluzione, sono trascinati da una 
forza che li trascende. Allora non c’è via di fuga a questo progressivo cercare di simulare? C’è da fare solo una cosa, divenire consapevoli e 
combattere per essere il più possibile, “semplici, limpidi e sinceri”. 
Mentre per le persone che simulano consapevolmente e preferiscono restare tali non si dimentichino che il vero “essere” prima o poi, come un flusso 
incontrollabile, salirà a galla e guasterà la recitazione.
Ora l’uomo (dopo i primi anni) può celare dietro ad una maschera la smorfia del viso, ma non la sincerità dei suoi occhi (l’unica cosa che resta 
impossibile nascondere), che sono il canale per cui si può captare l’essenza umana e quindi sono essi stessi parte dell’essenza o per meglio dire 
specchio dell’essenza. Se l’uomo volesse nascondere questa, dovrebbe coprire le lune (gli occhi) ma rischierebbe di incappare in un ostacolo e cadere, 
“perché è difficile nascondere agli altri i propri occhi e nello stesso tempo vedere limpidamente il proprio cammino” quindi una persona non può 
essere ipocrita e vedere il mondo limpido e sincero, scevro da ogni cattiveria.
Questa poesia, come anche le altre che ho scritto, sono caratterizzate dal grande utilizzo di metafore, eufemismi e doppi sensi. Questo stile è dettato 
dalla volontà di attirare l’attenzione del lettore su ogni singola parola, facendolo soffermare a pensare affinché trovi in questa poesia, non 
chiaramente esplicitata nel significato, una parte di sé. Esempi di queste di eufemismi sono: “ogni essere animato/dal soffio divino…” che indica 
l’uomo; “…quel tessuto/che con gli anni invecchia…” che indica la pelle. 
Mentre per quanto riguarda le metafore abbiamo: “le lune” che riflettendo la luce che ha la sua fonte nel sole, lo si può paragonare agli occhi che 
riflettono l’essenza che ha la sua fonte altrove. Per i doppi sensi invece abbiamo la parte finale: “…dovresti coprire le lune/ma coprendole/non vedrai 
altro che buio”, è vero che coprendo gli occhi è difficile vedere dove metti i piedi ma è anche vero che se coprire le lune significherebbe essere 
ipocrita allora il verso acquista un altro significato e cioè che dinanzi a se,l’ipocrita, per riflesso, non vedrà altro che ipocrisia, cattiveria.


Le vostre poesie

Home Page