Bruno Amore

Grato per la sperata ospitalità, cordialmente saluto.
Bruno Amore - Viareggio (LU)

Oltre l'orizzonte

Ermi di terra, di mare, di celo
grandi spazi di miraggi
fantastiche visioni, solitudini
ascetiche, ospitano l’uomo
stimolandolo, sin dai primordi
quando tremante, ai primi chiarori
del giorno, timidamente lasciava
l’orda, nell’antro sicuro dalla notte
e affrontava il quotidiano.
Salendo in luoghi dominanti
scrutava l’oriente, alla ricerca
d’un possibile altro, ansiogeno
futuro più ricco o soltanto diverso.
Ancora quel fascino da orizzonti
percorre l’anima e la mente umana
talmente, che andar via lontano
pare la soluzione preferibile di percorsi
alternativi nuovi liberatori, del vivere
consueto, inibitorio.


Lasciar orme 

Se viver dovessi, per lasciar orme
anche un segno minimo
tracciar qualcosa che non evapori
come bava di limaccia
al primo sole del mattino
a testimoniar d’esserci stato
degnamente, chi prendere
a modello o che cosa?
chi sferruzza la vita ognora
con gomitoli preziosi di vigogna
o cachemire, rapinandoli
senza scrupoli nei bazar
inquieti, relativi, della vita?
o chi faticosamente pascola
capri sui colli brulli, sassosi,
erti dell’impegno quotidiano
per il benessere generale.
Nutrire al meglio la psiche
la mente, il corpo tutto e
vivere intensamente, quello
che t’è toccato e lasciare che
i posteri decidano quel che vale
cosa ricordare e perché?
Farò oggi qualcosa, anche
minimo, perché sia un giorno
migliore di ieri, e basta!


Inquietudine

Lo sguardo s’è nascosto
sotto le palpebre e spia
tra le ciglia socchiuse.
Il sangue pulsa e corre
su per le arterie, veloce
al viso, alle gote alla pelle
che brulica e s’arrossa.
Rimprovero il cuore
di andare così forte
il fiato farsi grosso
incalzante, rumoroso.
Perché, lucidi rai topazio
candide perle tra labbra rosse
collo e poppe d’alabastro
cosce e natiche di seta
lanugine pubica odorosa
inuzzolano tanta e tale
fralezza? che sogno è?
inutilmente ansiogeno
di nulla prodromo, chi mi parla?
è lei! L’inquietudine.


Le vostre poesie

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