Mattia Altani

Il violino

Lacrime che cadono tra i respiri. 
Pensieri che tornano, 
che ricordano lontane figure allo specchio 
ammantate d’orgoglio e di solitudine. 
Pensieri che muovono, 
parole che sfociano in immagini, 
e tra di esse
il tuo volto severo 
si fa beffa delle mie incertezze. 
Tra le inquietudini delle mie nottate, 
con il violino che suona, 
la pioggia che cade 
e silente taglia i miei vestiti in gelidi brandelli…
se solo smettesse. 
Se solo la pioggia smettesse di scendere
così implacabilmente sui nostri destini, 
sul mio cuore che non conosce più il tiepido tocco del sole,
sulle note di quel violino
che da lontano suona impazzito di speranza…
se solo smettesse.
Ma il lamentoso suono si propaga,
implacabile come una malattia, 
e si bagna di pioggia, 
si bagna di infiniti rimpianti.
Le nuvole son là,
e non parlano di te, 
ma tacciono nella loro immutata vanità 
come fossero parte della stessa sfilata, 
parte della stessa melodia. 
Il violino suona, suona, e suona ancora.
Se solo smettesse di suonare,
se solo smettesse di ricordarmi che non sei mia…


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